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Austen su Shakespeare

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[caption id="attachment_772" align="aligncenter" width="250"] Jane Austen, Mansfield Park: illustrazione di C. E. Brock dal cap. 34[/caption] I do not think I have had a volume of Shakespeare in my hand before, since I was fifteen. - I once saw Henry the 8th acted. - Or I have heard of it from somebody who did - I am not certain which. But Shakespeare one gets acquainted with without knowing how. It is a part of an Englishman's constitution. His thoughts and beauties are so spread abroad that one touches them every where, one is intimate with him by instinct. - No man of any brain can open at a good part of one of his plays without falling into the flow of his meaning immediately." "No doubt, one is familiar with Shakespeare in a degree," said Edmund, "from one's earliest years. His celebrated passages are quoted by every body; they are in half the books we open, and we all talk Shakespeare, use his similes, and describe with h...

Edizioni austeniane (2)

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Nel post precedente sulle edizioni austeniane di Lorenzo Barbera Editore (2 novembre) concludevo con "questa edizione dei romanzi austeniani va presa con le molle." Ora ho letto le prime cento pagine di Emma (traduzione di Giorgio Borroni) e rettifico: "questa edizione dei romanzi austeniani va assolutamente evitata." A parte la qualità della traduzione (che dovrebbe essere d'annata visto lo stile di scrittura) ho trovato refusi in quantità, ben al di là della media: in sole cento pagine sono ventisette (magari poi qualcuno mi è anche sfuggito) e, visto che le pagine totali sono 467, non dispero che alla fine si possa arrivare al centinaio. pag. 7: "Ogni volta che James andrà va a trovare sua figlia," pag. 9: "E qualche vi passa per la testa, lo so" pag. 13: "che non lo avevano mai visto che tanto erano pieni della propria superbia" pag. 16: "incluse qualche riferimento bella lettera" pag. 18: "Sotto lo stendardo ti ...

Edizioni austeniane

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Lorenzo Barbera Editore sta pubblicando i sei romanzi austeniani nella collana "Nuovi classici". La veste è gradevole e il prezzo pure (10 euro). Finora ne sono usciti cinque: manca soltanto Mansfield Park . L'introduzione (uguale per tutte le uscite salvo per la parte finale, dedicata a ciascun romanzo) è di Sara Poledrelli. Ho cominciato a leggere Emma e mi sono imbattuto subito in alcune inesattezze. Introduzione, pagg. V-VI: Prova ulteriore di tale suo riserbo è la testimonianza diretta del nipote (figlio del fratello Henry, presso cui risiedeva, a Chawton.../span> Il nipote di cui si parla è James-Edward Austen (poi Austen-Leigh), che nel 1870 scrisse una biografia della zia. Ma era figlio di James (il primogenito di casa Austen) e non di Henry (che, pur essendosi sposato due volte, non ebbe figli). La residenza di Chawton, poi, non era di Henry, ma apparteneva a un altro fratello: Edward. Quest'ultima notizia è data poi correttamente qualche pagina dopo (XIV)...

Miss Bates o Jane Fairfax?

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Sto leggento Il prof è sordo di David Lodge (trad. di Rosetta Palazzi e Mary Gislon, Bompiani, 2009) e arrivato a pag. 132 leggo: " La sordità di colei che mi ha fatto da madre è molto leggera, sapete - quasi inesistente. Basta che io alzi la voce, o che ripeta due o tre volte la stessa frase, e lei capisce di sicuro; d'altronde, è abituata alla mia voce, " dice Jane Fairfax in Emma . Con quanta finezza la Austen allude al senso di irritazione e frustrazione, educatamente celato, dei conoscenti costretti a sopportare la ripetizione di ogni osservazione - anche la più banale - in tono sempre crescente, a beneficio della vecchia signorina Bates . Mi accorgo che la citazione è sbagliata: in Emma queste parole le dice Miss Bates, e si riferisce alla madre, la "signora" Bates (nel cap 19, anche cap. 1 del volume II). Allora vado a vedere che cosa ha scritto Lodge (il titolo originale è Deaf Sentence ): " My mother's deafness is very trifling you see - ...