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Visualizzazione dei post con l'etichetta Jane Austen

Jane Austen Grand Tour a Roma: "Mansfield Park"

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Venerdì 24 novembre sarò alla Casa delle Letterature per l'ultima tappa del "Jane Austen Grand Tour" organizzato dalla Jane Austen Society of Italy (JASIT) per celebrare il bicentenario della morte della scrittrice. Dopo gli incontri di Padova ( Emma ), Lecce ( Ragione e sentimento ), Bologna ( L'abbazia di Northanger ), Milano ( Persuasione ), Pisa ( Orgoglio e pregiudizio ) e Perugia ( Lady Susan ), sarà la volta di Roma con Mansfield Park . Insieme a me ci sarà Nadia Terranova, scrittrice, traduttrice e janeite.

Mansfield Park compie duecento anni

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Stasera festeggeremo il bicentenario della prima edizione di Mansfield Park di Jane Austen. Vi aspettiamo alla libreria Altroquando (Via del Governo Vecchio 82/83 - Roma) alle 19.15 (più o meno).

"Orgoglio e pregiudizio" su TV2000

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Negli studi di TV2000 Chiara Marcattili, Federica Marchetti e Giuseppe Ierolli (accompagnati dagli "zii Gardiner": Valeria Valenziano e Luigi Apicella) parlano di Jane Austen e di Orgoglio e pregiudizio .

Articolo su "Speechless"

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Sul numero 3 della rivista web "Speechless", trovate, fra le tante altre cose, uno Speciale di quattordici pagine dedicato al bicentenario di Orgoglio e pregiudizio , con tre articoli, uno del sottoscritto e due di Gabriella Parisi (pagg.166-179). - per sfogliare il numero - download del file PDF - il sito della rivista

Austen su Shakespeare

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[caption id="attachment_772" align="aligncenter" width="250"] Jane Austen, Mansfield Park: illustrazione di C. E. Brock dal cap. 34[/caption] I do not think I have had a volume of Shakespeare in my hand before, since I was fifteen. - I once saw Henry the 8th acted. - Or I have heard of it from somebody who did - I am not certain which. But Shakespeare one gets acquainted with without knowing how. It is a part of an Englishman's constitution. His thoughts and beauties are so spread abroad that one touches them every where, one is intimate with him by instinct. - No man of any brain can open at a good part of one of his plays without falling into the flow of his meaning immediately." "No doubt, one is familiar with Shakespeare in a degree," said Edmund, "from one's earliest years. His celebrated passages are quoted by every body; they are in half the books we open, and we all talk Shakespeare, use his similes, and describe with h...

La serata austeniana sull'Unità

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l'Unità , 3 febbraio 2010, ultima pagina Il sogno dei lettori. Voci d'autore di Igiaba Scego  

Cronaca del faccia a faccia con Jane Austen

Siamo venuti in possesso, per vie traverse, di un prezioso documento: la copia di una lettera a Jane Austen da parte di una sua amica, una certa Serena, di cui non abbiamo trovato traccia nella biografia della nostra. Qualcuno potrà obiettare circa la sua autenticità, visto che è datata oggi, ma si sa, gli autori muoiono solo quando non c'è più nessuno che li legge, e nel caso di Jane Austen si può dire, senza tema di smentite, che sia più viva che mai. Roma, 31 gennaio 2010 Mia carissima Jane, ieri finalmente c’è stata la serata di cui ti ho scritto un mese fa. È stato un trattenimento assolutamente delizioso, sia grazie ai nostri ospiti (il gruppo di lettori accaniti I Libri In Testa, di cui ti ho già parlato) sia grazie al numeroso pubblico di, non arrossire ti prego, tuoi fan sfegatati. Che emozione: un invito per una serata dedicata alla mia cara Jane nel mezzo della stagione mondana e nel centro di Roma! Mi sono imposta, come tu stessa mi hai suggerito, di non svenire e per c...

Un santo innevato? no, una governante ai fornelli

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     Nel cap. 11 di Pride and Prejudice , Jane Austen scrive: "but as for the ball, it is quite a settled thing; and as soon as Nicholls has made white soup enough I shall send round my cards." (siamo a Netherfield, e Mr Bingley parla del ballo che sta organizzando). "Nicholls" è il nome della governante di Netherfield e "white soup" è "[una zuppa] fatta con diversi e costosi ingredienti, in particolare mandorle, panna e tuorli d'uovo." (traduco dalle note dell'edizione Cambridge del 2006 - nell'OED - tra le varie parole composte alla voce "white" - è citato proprio questo brano della Austen). Evidentemente la preparazione della "white soup" doveva essere abbastanza laboriosa, visto che Mr Bingley dice, più o meno: "quanto al ballo, è cosa fatta; e non appena Nicholls avrà preparato zuppa bianca a sufficienza manderò gli inviti."        Nelle maggior parte delle traduzioni italiane però, a partire dalla ...

L'altra Austen. 4: Sanditon

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Un paesino sulla costa; un intraprendente ed entusiasta imprenditore, in fin dei conti anche simpatico, che sogna di farlo diventare una località alla moda e di attirare frotte di turisti; una ricca nobildonna, meno entusiasta e più attenta al tornaconto economico, che si associa all'imprenditore, ma con giudizio; sorelle e fratelli dell'imprenditore che cercano, ciascuno come può, di aiutare il fratello nell'impresa. E poi, naturalmente, alcuni giovani pronti per l'innamoramento: il romantico un po' sopra le righe, la ragazza giudiziosa, un'altra ragazza un po' misteriosa, un'altra ancora che cerca di ingraziarsi la ricca zia. Questo è lo scenario iniziale di Sanditon , l'ultimo romanzo di Jane Austen. Solo che non sapremo mai come va a finire, perché, iniziato a gennaio del 1817, fu poco dopo abbandonato per l'aggravarsi della malattia dell'autrice, che morì pochi mesi dopo, il 18 luglio 1817. Ci restano dodici capitoli (un'ottantina di...

L'altra Austen. 3: I Watson

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P erché Jane Austen lasciò incompiuto I Watson ? perché la sua vita somigliava troppo a quella delle sorelle Watson? perché era distratta dai divertimenti di Bath? perché non le piaceva più? perché morì il padre e aveva altro a cui pensare? Nessuno lo sa. Ma è un frammento che vale la pena di leggere, e magari la voglia aumenta leggendo quello che ne scrisse Virginia Woolf: Quali ne sono le componenti? Un ballo in una città di provincia; alcune coppie che si incontrano e si tengono per mano in una sala dove si mangia e si beve un po'; e, come "catastrofe", un ragazzo che viene umiliato da una signorina e trattato con bontà da un'altra. Nessuna tragedia, nessun eroismo. Eppure, per qualche motivo, la scenetta ci commuove in modo del tutto sproporzionato all'apparente banalità. Il comportamento di Emma nella sala da ballo ci ha permesso di capire quanto riguardosa, tenera e spinta da sentimenti sinceri si sarebbe rivelata nelle crisi più gravi della vita che inevita...

L'altra Austen. 2: Lady Susan

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Lady Susan è un breve romanzo epistolare, scritto intorno agli anni 1794/95 da una Jane Austen non ancora ventenne. La prima cosa che salta agli occhi leggendolo è la particolarità di un'eroina assolutamente "negativa", un unicum nell'opera austeniana, che, a parte qualche personaggio nei brevi pezzi degli Juvenilia , riserva questo ruolo solo ai comprimari, che lo recitano in funzione alternativa alle doti positive delle eroine dei romanzi canonici oppure funzionale alla loro "crescita" (Willoughby-Marianne, Wickham-Elizabeth, il gen. Tilney-Catherine, Mrs. Norris/Henry Crawford-Fanny, Frank Churchill/Emma, Willliam Elliot/Anne). In più, Lady Susan rivendica in modo assolutamente privo di qualsiasi remora morale, in particolare nelle lettere all'amica Alicia Johnson, il proprio diritto a dar libero corso alle proprie voglie, che si tratti di sedurre il marito di un'amica, un possibile corteggiatore della figlia di costui, il fratello della cognata,...

L'altra Austen. 1: Juvenilia

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Gli scritti giovanili di Jane Austen, conosciuti come Juvenilia , furono scritti approssimativamente dal 1787 al 1793, ovvero quando l'autrice aveva dai dodici ai diciassette anni. Sono conservati in volumi manoscritti contrassegnati da tre titoli pomposamente ironici: "Volume the First", "Volume the Second" e "Volume the Third", con un giocoso richiamo alla moda del tempo, che prevedeva in genere la pubblicazione dei romanzi in tre volumi (come avvenne per i quattro romanzi di Jane Austen pubblicati durante la sua vita: Sense and Sensibility , Pride and Prejudice , Mansfield Park e Emma ). Sono brani molto diversi l'uno dall'altro, a partire dalla lunghezza: si va dalla mezza pagina scarsa di Un frammento - scritto per inculcare l'esercizio della Virtù , alle oltre quaranta di Catharine, ovvero la pergola . Anche i generi sono molto diversi: frammenti di racconti, romanzi brevi, romanzi epistolari, saggi storici, pezzi teatrali, versi. Ci...

Edizioni austeniane (2)

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Nel post precedente sulle edizioni austeniane di Lorenzo Barbera Editore (2 novembre) concludevo con "questa edizione dei romanzi austeniani va presa con le molle." Ora ho letto le prime cento pagine di Emma (traduzione di Giorgio Borroni) e rettifico: "questa edizione dei romanzi austeniani va assolutamente evitata." A parte la qualità della traduzione (che dovrebbe essere d'annata visto lo stile di scrittura) ho trovato refusi in quantità, ben al di là della media: in sole cento pagine sono ventisette (magari poi qualcuno mi è anche sfuggito) e, visto che le pagine totali sono 467, non dispero che alla fine si possa arrivare al centinaio. pag. 7: "Ogni volta che James andrà va a trovare sua figlia," pag. 9: "E qualche vi passa per la testa, lo so" pag. 13: "che non lo avevano mai visto che tanto erano pieni della propria superbia" pag. 16: "incluse qualche riferimento bella lettera" pag. 18: "Sotto lo stendardo ti ...

Edizioni austeniane

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Lorenzo Barbera Editore sta pubblicando i sei romanzi austeniani nella collana "Nuovi classici". La veste è gradevole e il prezzo pure (10 euro). Finora ne sono usciti cinque: manca soltanto Mansfield Park . L'introduzione (uguale per tutte le uscite salvo per la parte finale, dedicata a ciascun romanzo) è di Sara Poledrelli. Ho cominciato a leggere Emma e mi sono imbattuto subito in alcune inesattezze. Introduzione, pagg. V-VI: Prova ulteriore di tale suo riserbo è la testimonianza diretta del nipote (figlio del fratello Henry, presso cui risiedeva, a Chawton.../span> Il nipote di cui si parla è James-Edward Austen (poi Austen-Leigh), che nel 1870 scrisse una biografia della zia. Ma era figlio di James (il primogenito di casa Austen) e non di Henry (che, pur essendosi sposato due volte, non ebbe figli). La residenza di Chawton, poi, non era di Henry, ma apparteneva a un altro fratello: Edward. Quest'ultima notizia è data poi correttamente qualche pagina dopo (XIV)...

Miss Bates o Jane Fairfax?

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Sto leggento Il prof è sordo di David Lodge (trad. di Rosetta Palazzi e Mary Gislon, Bompiani, 2009) e arrivato a pag. 132 leggo: " La sordità di colei che mi ha fatto da madre è molto leggera, sapete - quasi inesistente. Basta che io alzi la voce, o che ripeta due o tre volte la stessa frase, e lei capisce di sicuro; d'altronde, è abituata alla mia voce, " dice Jane Fairfax in Emma . Con quanta finezza la Austen allude al senso di irritazione e frustrazione, educatamente celato, dei conoscenti costretti a sopportare la ripetizione di ogni osservazione - anche la più banale - in tono sempre crescente, a beneficio della vecchia signorina Bates . Mi accorgo che la citazione è sbagliata: in Emma queste parole le dice Miss Bates, e si riferisce alla madre, la "signora" Bates (nel cap 19, anche cap. 1 del volume II). Allora vado a vedere che cosa ha scritto Lodge (il titolo originale è Deaf Sentence ): " My mother's deafness is very trifling you see - ...

Refuso longevo

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Ho due edizioni della traduzione di Giulio Caprin di Orgoglio e pregiudizio , pubblicata per la prima volta nel 1932: una è del 1957 (Arnoldo Mondadori Editore, con il titolo Orgoglio e prevenzione e i nomi dei personaggi in italiano: Bettina per Lizzy, Don Guglielmo per Sir William, Giovanna per Jane, e così via) e l'altra una ristampa del 2007 negli Oscar Mondadori (con il titolo ormai tradizionale e i nomi riportati alla grafia originale).                   "Scapolo, si capisce. Un giovanotto con un bel patrimonio; quattro o cinquemila sterline all'anno. Bella casa per le nostre ragazze." (1957, pag. 9; 2007, pag. 4). Andando a vedere l'originale: "Oh! Single, my dear, to be sure! A single man of large fortune; four or five thousand a year. What a fine thing for our girls!" si capisce che "casa" è un semplice refuso per "cosa" (il "thing" dell'originale), ma la particolarità di questo refuso è la sua lunghissima re...

JANE AUSTEN DAY

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It is only a novel

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"And what are you reading, Miss--?" "Oh! It is only a novel!" replies the young lady, while she lays down her book with affected indifference, or momentary shame. "It is only Cecilia, or Camilla, or Belinda"; or, in short, only some work in which the greatest powers of the mind are displayed, in which the most thorough knowledge of human nature, the happiest delineation of its varieties, the liveliest effusions of wit and humour, are conveyed to the world in the best-chosen language. "E cosa leggete, signorina?". "Oh, niente, è solo un romanzo!", replica la giovinetta, mentre depone il libro con affettata indifferenza, o con una momentanea vergogna. "È solo Cecilia , o Camilla , o Belinda ". Vale a dire, è solo un'opera in cui si dispiegano le più alte doti dell'intelletto, e nel linguaggio più squisito viene esposta al mondo la più profonda conoscenza della natura umana, la descrizione più felice della sua varietà, la...

Jane Austen, Lettere

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Let the Portamans go to Ireland, bur as you know nothing of the Manners there, you had better not go with them. You will be in danger of giving false representations. Stick to Bath & the Foresters. There you will be quite at home. Manda pure i Portman in Irlanda, ma, giacché tu non sai nulla degli usi di laggiù, faresti meglio a non accompagnarli: correresti il rischio di fare degli errori nelle descrizioni. Resta fedele a Bath e ai Forester. Lì sarai a casa tua. * * * You are now collecting your People delightfully, getting them exactly into such a spot as is the delight of my life; - 3 or 4 Families in a Country Village is the very thing to work on - & I hope you will write a great deal more, & make full use of them while they are so very favourably arranged. Ora stai radunando benissimo i tuoi personaggi, manovrandoli proprio in uno di quei luoghi che sono la mia delizia: 3 o 4 famiglie in un paesino di campagna sono il materiale giusto su cui lavorare, e spero che scriv...